Bove, dal malore al Festival (sognando il ritorno in campo)

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AGI - Edoardo Bove compirà 23 anni il 16 maggio ma ultimamente la sua vita ha subito un'accelerazione da montagne russe: il primo dicembre il malore da incubo durante Fiorentina-Inter, due mesi e mezzo dopo arriva la serata finale del Festival di Sanremo per raccontare il suo dramma a (quasi) lieto fine e il sogno di tornare a giocare in Italia. Il centrocampista nato a Roma e cresciuto nelle giovanili giallorosse, soprannominato da Josè Mourinho "cane malato" per la sua tenacia in campo, era entrato nel giro della prima squadra della Roma nel 2021. Nel 2024 è passato in prestito alla Fiorentina dove in questa stagione è diventato un titolare di Palladino. Questo fino alle 21.02 del primo dicembre, l'attimo del malore e dell'aritmia cardiaca al Franchi: paura, speranza, ricovero, un defibrillatore subcutaneo, la solidarietà di tutto il mondo del calcio, il ritorno sulla panchina viola anche se solo come tifoso aggiunto.

 

Sanremo, quale ospite d'onore nella serata finale al fianco del grande tifoso viola Carlo Conti, offre a Bove la possibilità di raccontare la sua vicenda esemplare ma anche di lanciare uno sguardo di speranza sul futuro. L'impianto di un defibrillatore sottocutaneo, necessario per monitorare il suo cuore e prevenire possibili rischi, secondo le regole in vigore in Italia impedisce al numero 4 gigliato di continuare a giocare professionalmente nel nostro Paese. Di qui il dibattito che si è aperto sulla possibilità di rivedere i protocolli sanitari. Un'apertura è arrivata proprio a Sanremo dal ministro dello Sport, Andrea Abodi: "Ci confronteremo con chi è responsabile della revisione dei protocolli medico-sanitari per valutare se esistono soluzioni che possano permettere a chi ha avuto problemi come Bove di tornare a giocare, come avviene in Inghilterra", ha spiegato, "non intendo esprimere opinioni su temi medici e scientifici, è giusto che siano gli esperti a farlo. La sua presenza a Sanremo dimostra un'attenzione verso la salute. Lo incontrerò personalmente nei prossimi giorni per raccogliere informazioni, non solo da lui, ma anche dai medici che lo hanno curato". 

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