AGI - Il Festival di Sanremo è sempre al centro dei pensieri di Al Bano Carrisi. A margine dell'evento 'Importatori internazionali e produttori italiani' alla Camera dei Deputati, dove ha ricevuto un premio per il suo vino, il cantante è tornato a parlare della manifestazione, ribadendo il valore della canzone rispetto al personaggio e ammettendo di non aver ancora seguito nel dettaglio l'edizione che partirà la prossima settimana.
"Che cos'è il Festival di Sanremo?" scherza. Poi aggiunge, tornando sulle polemiche con Carlo Conti, che aveva accusato di essere "scorretto" perché non aveva ammesso in gara un suo brano, aggiunge: "Non sono arrabbiato, ma mi dà fastidio quando non si fanno le cose fatte bene". Poi però si scioglie ricordando anche alcuni aneddoti legati al festival: "Ho la sanremite acuta, l'ho sempre detto e qua lo riconfermo: mi piace Sanremo. La mia infanzia è stata corretta, in maniera positiva, dal Festival di Sanremo. Ogni anno mi regalavano nuove melodie e io ogni anno cantavo quelle melodie, più quelle dell'anno prima. Mi piaceva la lotta, la lotta delle sette note".
L'influenza di Domenico Modugno e la "sanremite acuta"
Carrisi ricorda anche l'influenza di Domenico Modugno nella sua formazione: "Vedete a un certo momento il grande Domenico Modugno che vince, un pugliese a due chilometri e mezzo da casa mia, che aveva sfidato qualsiasi regola, e io ho copiato molto da lui. Quindi vuol dire che Sanremo è importante per me, chiaro. Poi ci sono altri libri importanti, altri film interessanti, altre fasi per la cultura, ma quella fa parte della mia cultura iniziale".
Il festival della canzone italiana, non dei cantanti
Parlando del Festival di oggi, il cantante insiste su un principio che considera essenziale: "Quello che sottolineo sempre è che è il festival della canzone italiana, non dei cantanti italiani. È della canzone che vince. Non va bene che invece il festival appaia come il festival dei cantanti. A Sanremo, lo insegna la storia, ha sempre vinto la canzone. Questa è una cosa molto positiva. Meno male".
I talenti pugliesi e la canzone che deve ancora nascere
Sugli artisti, Carrisi risponde sui pugliesi Serena Brancale e Raf, ma precisa di non aver ancora visto il cast completo: "Serena Brancale è bravissima, occhio a quella, è straordinaria. Raf mi piace, è un amico, ed è bravo, lascerà un bel segno. Io ancora devo vedere il cast, onestamente, non ho avuto tempo per vedere chi c'è". Alla domanda su quale sia stata la canzone più bella della sua carriera sanremese, la risposta è netta: "Deve ancora nascere. La più bella deve ancora nascere. Le altre sono tutte belle, per me. Sanremo per me è come un libro: se tu tagli quattro o cinque pagine non è più un libro".
L'inno di Laura Pausini e il successo in Russia
Sull'inno nazionale cantato da Laura Pausini alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi ha detto: "Mi è piaciuta molto. Lei è brava. Chiaro, ha fatto delle svisature che magari per il popolo non vanno bene, però ha fatto capire che l'inno nazionale si può anche svisare. Ma lo devi fare bene". Al Bano torna anche a parlare della passione del popolo russo per lui, citando un recente concerto in Russia: "Ho fatto quattrocentomila persone. La stampa non ne ha mai parlato, non so perché. Nella città di San Pietroburgo, il 20 giugno dell'anno scorso. Niente di politico, sia ben chiaro: c'era il forum economico. Hanno dato il permesso solo a quattrocentomila persone, perché c'era la richiesta di due milioni. Io mi stupisco". Interpellato inoltre sulle polemiche per la scelta di una modella russa Irina Shayk come co-conduttrice a Sanremo, ha risposto: "E che ne so io della modella russa di Carlo Conti? Non conosco Irina Shayk, magari la conoscerò", ha concluso sorridendo.







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