AGI - Presentato oggi alla stampa 'Le cose non dette', ultimo film di Gabriele Muccino tratto dal romanzo 'Siracusa' di Delia Ephron, autrice della sceneggiatura insieme allo stesso regista. Il cast stellare include Stefano Accorsi, Miriam Leone, Claudio Santamaria e Carolina Crescentini, oltre a Beatrice Savignani e Margherita Pantaleo.
La trama segue Carlo (Accorsi) ed Elisa (Leone), una coppia affermata e brillante che vive a Roma tra successi e abitudini, ma con un amore che, forse, non è più quello di una volta. In cerca di nuovi stimoli, partono per il Marocco insieme agli amici di sempre. Tra dinamiche irrisolte, segreti e sguardi che mettono in discussione certezze, il gruppo si trova a fare i conti con ciò che nessuno avrebbe voluto affrontare. L'arrivo di Blu (Savignani), giovane studentessa di Carlo, accende ulteriori interrogativi e tensioni. In un paesaggio lontano, i rapporti si tendono, si rivelano e si trasformano, dimostrando che a volte basta una crepa minuscola per far crollare tutto ciò che sembrava stabile.
Musiche e la canzone originale di Mahmood
Le musiche della colonna sonora e la canzone originale 'Le cose non dette', interpretata e composta da Mahmood, sono prodotte e dirette da Paolo Buonvino.
Lavorare con Muccino: buttarsi e abbandonarsi
Riguardo l'approccio al lavoro con il regista, Stefano Accorsi spiega: "L'unico modo in cui si possano affrontare i personaggi con Gabriele Muccino è proprio buttarci a capofitto, fin dalle prove, le letture che abbiamo fatto bellissime, tutte insieme, e poi le prove fisiche, poi il set, che è ancora un'altra cosa, è proprio buttarci e abbandonarci". Accorsi sottolinea l'importanza di mollare gli ormeggi dopo aver stabilito i punti chiave del copione.
La forza della complicità: il metodo di Gabriele
Claudio Santamaria aggiunge che Muccino trasmette la sua forza agli attori attraverso la complicità, creando un gruppo coeso prima di arrivare sul set. "Molto spesso ti ritrovi su dei set in cui non hai provato nulla... Gabriele invece tende a fare gruppo, sia molto con gli attori, anche a creare il gruppo degli attori tra di loro, che abbiano una forte complicità, perché quello ti dà una grande preparazione. Quando arrivi sul set e devi affrontare delle casualità che possono avvenire, sei comunque forte, è una forza di un lavoro che hai fatto precedentemente".
Accorsi ribadisce l'intensità del regista: "E poi Gabriele non ti molla mai, mai, mai. Tu sei sul set, stai provando, stai leggendo, stai facendo, stai pranzando... Gabriele è sempre con te, sempre con gli attori, sempre con la scena, sempre a ricordarti che... è come se veramente ti ricordasse che devi sempre saltare senza rete, cioè non ti lascia mai accomodare Gabriele".
Maturazione registica: da 'L'ultimo bacio' ai giorni nostri
Secondo Accorsi, Gabriele Muccino "è sempre stato un grandissimo regista fin da quando ci abbiamo fatto il primo film", riferendosi a 'L'ultimo bacio' del 2001, interpretato anche da Santamaria. Accorsi nota una maturazione: "Gabriele ha dato voce a più personaggi all'interno della storia, più punti di vista. E questo, secondo me, è stato il segno di una bella maturazione. Anche lavorare nella serialità, secondo me, lo ha abituato a scambiare proprio molto con punti di vista diversi".
I personaggi di Muccino: scalpitare nella routine
Riflettendo sul cambiamento in 25 anni, Accorsi ricorda: "Ne 'L'ultimo bacio' facevamo delle grandissime corse... Poi è come se i personaggi, piano piano, cominciassero a correre sul posto. Gabriele, in qualche modo racconta anche questa cosa... Non è nostalgico, è come se quando si è più giovani tu hai infinite possibilità davanti, ma man mano che cresci quella gamma si restringe e tutto sommato ti trovi ad applicare una routine. Ed è questo, secondo me: sono personaggi che scalpitano, in qualche modo, all'interno di una routine che gli sta stretta. Sono curioso di vedere il prossimo film di Gabriele, voglio vedere se riesce a raccontare il dopo, se riesce a scardinare queste dinamiche".







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